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Documenti scritti ci fanno sapere che la famiglia Spannnocchi possedeva questa tenuta sin dall’inizio del 1200. Nel quindicesimo secolo, quella degli Spannocchi era una delle più importanti famiglie di banchieri e commercianti di Siena ed i suoi membri continuarono a giocare un ruolo chiave nella storia della città fino al 1800, periodo in cui si trasferirono in Austria.
Delfino Cinelli, aristocratico scrittore fiorentino, vide in Spannocchia il posto ideale per ritirarsi a scrivere i suoi libri. Comprò la tenuta nel 1925 da una ditta boschiva che aveva rilevato la proprieta` qualche anno prima dalla famiglia Spannocchi e la rivendette dopo averne sfruttato le risorse
boschive.

Castello di Spannocchia
Spannocchia in quel tempo continuò ad essere gestita secondo la pratica della
mezzadria, sistema sviluppatosi in Toscana intorno al 1100 . I mezzadri ricevevano un podere e l’uso delle terre circostanti in cambio della metà dei beni
prodotti; il contratto di mezzadria tra il padrone ed i mezzadri era molto
dettagliato. Questo sistema ebbe lievi mutamenti nel corso del tempo, cosicché strutturò la vita rurale di queste zone per
secoli, caratterizzando le relazioni sociali, le pratiche culturali ed il paesaggio
stesso.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale e con l’avvento dell’agricoltura
meccanizzata, il sistema della mezzadria entrò in crisi: l’ultimo contratto mezzadrile risale al 1991.
Dato che a partire dagli anni ‘50-‘60, la popolazione contadina continuava a diminuire e l’agricoltura perdeva
importanza, la tenuta assunse progressivamente nuovi ruoli, diventando la sede operativa della Fondazione americana “Etruscan Foundation”
creata nel 1958 da Ferdinando Cinelli, figlio di Delfino Cinelli e adibita a struttura abitativa e lavorativa per i progetti archeologici e di
conservazione.
Nel gennaio 2002, nasceva “Spannocchia Foundation” con lo scopo di supportare progetti di
conservazione, ricerca ed educazione all’interno del Castello di Spannocchia, in collaborazione con l’associazione italiana “Castello di
Spannocchia”.