| Il giardino
all'italiana della Villa Celsa, cui si accede tramite una cancellata inquadrata da colonne con alla sommità grandi vasi
decorativi, è compreso tra un magazzino e una piccola limonaia in cui trovano riparo durante la stagione invernale le conche dei
limoni. Otto geometriche aiuole di bosso, riproducenti lo stemma degli Aldobrandini composto da una stella e da un
rastrello, sono evidenziate dal sapiente uso di terre colorate, con rame, che fanno risaltare il contrasto
cromatico. Nel muro di fondo, in asse con la cancellata di ferro, è situata una grande peschiera
semicircolare, circondata da una bassa balaustra, che funge anche da belvedere. Dalla vasca si può ammirare il panorama sulla valle incorniciato da due colonne
laterali. A fianco della villa si apre un vasto prato attraversato da un percorso delimitato da siepi di cipresso potate e modellate a forma di parapetti
ondulati. Questo sentiero, che culmina in una grande peschiera, costituisce l'unico episodio dell'incompiuto grandioso giardino
barocco. La peschiera semicircolare è caratterizzata sul lato curvo da una cortina di muro a catena, la quale è scandita da balaustre a colonnine che si alternano a
vasi. Questi segnano anche l'incontro delle volute sotto le quali, su uno sfondo di pietra
spugnosa, sono poste statue a rilievo di divinità marine e draghi. Nell'area retrostante si sviluppa il bosco di
lecci, percorso da viali rettilinei che si dipartono a ventaglio dalla peschiera e si ricongiungono attraverso altri due percorsi
concentrici. Fa da sfondo ad uno dei due viali laterali una nicchia
centinata, in pietra spugnosa, che contiene un bassorilievo in marmo raffigurante la nascita di
Gesù. All'estremità del viale centrale si trova un'altra nicchia contenente una lastra con
un'iscrizione.
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